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Mezza maratona di Trento

Sono un medico di origine pugliese. Di Lecce. Mi sono laureato a Bologna e specializzato a Padova! Dopo aver lavorato per diversi anni tra Ferrara (dove abitavo) e Rovigo…sono venuto in Trentino a fare la guardia medica per 5 anni tra Cavalese, nelle Giudicarie (Ponte Arche, Tione e Santa Croce), Riva del Garda e soprattutto in Val di Sole a Pellizzano. Mi sono trovato molto bene. Ho potuto apprezzare la  riservatezza dei Trentini e soprattutto la gentilezza.  Negli ultimi tre anni sono tornato a Lecce per un corso/lavoro.

L’occasione della mezza maratona di Trento è stata l’ideale per rivedere il “mio” Trentino. Da tre anni ho ripreso a correre. All’Università facevo le gare podistiche (Ferrara!).

Non sono molto allenato, ma la voglia di correre è tanta. Già sabato avevo apprezzato nel giro del Sas i big mondiali fare i 10 km sotto i 29’. 10 giri di un km del centro di Trento: uno spettacolo!

IMG-20161002-WA0000Domenica mattina sveglia alle 6 e 30. Colazione subito: la gara di 21,097 metri è alle 10. Piove. Si prevede un giornata tremenda. Ma sono fiducioso. Alle 10.00 non piove più. Si parte! Conto di farla in 2 h e mezza cioè molto piano…se la voglio finire.

Sono tra gli ultimissimi. Faccio fatica a trovare il mio passo. Una mi supera. La tengo come punto di riferimento. Al terzo km sono a 20’ in piena tabella di marcia. Supero una coppia di donne: “Tre Km li abbiamo fatti!”. Dico. “Grazie per l’incoraggiamento!” E’ la risposta.  Nei 200 metri davanti a me ci sono una decina di corridori. Una coppia è a trenta metri. Gradualmente la raggiungo. Sono napoletani che lavorano al Nord. Al 5° km si fermano a salutare un amico e mi lasciano andare avanti. Sto abbastanza bene. Riesco a fare foto col cellulare e addirittura a mandare sms a qualcuno. Un’altra coppia è davanti a me. La raggiungo. Colpisce il loro modo di correre: si stanno raccontando tranquillamente i loro fatti. Glielo faccio notare . Simpaticamente rispondono che sono più allenati a chiacchierare che a correre! Pare che correre con un amico/a a una velocità tale da poter parlare senza troppo affanno sia l’andatura ideale! Io invece faccio un po’ di fatica pure senza parlare. Ma li supero. Ho trovato il mio passo. Il problema è mantenerlo per 21 km. Sento un dolore mai sentito al ginocchio destro. Come se qualcosa si fosse incrinato. No! Non è possibile! Rallento. Sparisce! Supero un paio che si erano fermati. A una cinquantina di metri un signore. Mi propongo di raggiungerlo in un paio di Km. Lo raggiungo al 9°. Lo incoraggio che siamo quasi a metà strada. “E’ che noi abbiamo le gambe piccole!” dice. “Mah! Quello che ha vinto ieri ai 10 non  le aveva lunghe. Secondo me è più questione di allenamento e determinazione!” E gli confido la mia passione per lo sport come terapia! “Io ho cominciato a correre a 70 anni!”. Risponde. Non lo avevo ancora guardato in faccia e nel guardarlo: “Perché quanti anni ha?”  “73 e l’hanno scorso ho fatto la maratona di New York!”. Sembrava poco più che cinquantenne. Non posso che fare i complimenti. Mi racconta che faceva anche una vita abbastanza stressante e poco salutare. Arriviamo al ristoro dei 10km. “Scusami, ma non riesco a bere mentre corro…!”.  E si ferma. Io invece non riesco a fermarmi, perché mi riesce difficile riprendere specie con la stanchezza che già è abbondante! Provo a rallentare, ma non lo vedo arrivare. Proseguo la mia corsa un po’ dispiaciuto di aver perso un compagno ricco di motivazioni. Sento l’unghia dell’alluce destro che sbatte contro la punta della scarpa e mi fa male. Chissà che succederà fino alla fine. Ma la fatica mi fa sparire il dolore (scopro la sera della gara di avere l’alluce gonfio e seminero…). Dopo un po’ di metri un’altra coppia di donne. 11° km. Le raggiungo. “Sarebbe bello finirla con questo passo!” Dico. “Sarebbe bello finirla con qualsiasi passo!” risponde una. L’altra invece sembra più aggressiva. Guadagniamo qualche metro insieme rispetto all’altra. “Ormai siamo in discesa!” Dice, riferendosi al fatto che abbiamo superato la metà gara e sono già partiti quelli della staffetta (21 km da fare in due!). Cominciamo a chiacchierare. Incredibilmente arriviamo al 15° km senza accorgercene! E’ la sua prima mezza maratona ed ha come obiettivo quello di fare fra un mese la maratona di New York. Inoltre 15 giorni fa ha avuta una frattura alla tibia e al piede da stress da corsa… Crede che lo sport sia migliore delle medicine per curare e prevenire le malattie e sono completamente d’accordo con lei, un po’ meno con la sua ossessione di raggiungere risultati anche in condizioni proibitive : da questo nascono gli infortuni sempre in agguato in chi corre specie se non è allenato. Ormai mancano solo 5,5 km. Lei perde qualche metro. Superiamo una ragazza che aveva male ai piedi per una verruca dolorante. La incoraggio a riprendere. Riprende. Le stacco di qualche metro perché rallentano. Provo a mandare un sms. Ma adesso non  ho più la lucidità e nel farlo perdo la coordinazione a correre. Mancano 5 km. La mezza maratona comincia adesso. In più sono totalmente solo. Provo a ricorrere a qualche trucco mentale. Conosco un po’ di yoga e di meditazione. Mi riesce solo in parte. Si dice che quando qualcuno cerca qualcosa inevitabilmente la  trova. Un signore per strada mi incoraggia: “Ormai ce l’hai fatta! Bravo. Manca poco!”. Non è vero, ma fa piacere. Mancano 4,5 km. Vado avanti per inerzia. Una piccola salita mi sembra una montagna , ma pure la discesa è difficile da gestire. Mancano 4 Km. Incredibilmente la gente applaude, mi dice bravo. Ringrazio col pollice alzato, perché a parlare ce la faccio poco. Un ragazzino mi grida bravo e non posso non andare a dargli la mano! Al 18° km una dell’organizzazione : “Dai ormai si vede già il duomo di Trento!”. Non so se lo sanno quanto mi stanno aiutando. Continuo a correre non come ai 5-10 km ma non rallento più di tanto. Continuano gli applausi e gli incoraggiamenti. Al 19° km quando mancano 2,1 km un signore dell’organizzazione dice: “Forza! Manca solo un km e mezzo- due!”. Hanno studiato tutti psicologia? Li ringrazio . Al 20° km due ragazze dell’organizzazione applaudono e gridano: “ Dai! Solo un km! Non vorrai fermarti adesso!”. Mi stavano spingendo o meglio correvo con la loro energia. Poco più avanti uno mi dice. “E’ finita! Solo 500 metri!”. Provo ad accelerare nel centro di Trento, ma è già tanto se mantengo il passo. Rettilineo finale e sento l’ennesimo “bravo!”. Mi appendono al collo la medaglia della maratona! Tempo : 2h 25’ 40”. Sono stato bravo? Forse si nel sapermi gestire, ma bravi sono stati  tutti quelli che mi hanno dato energia nel tratto finale della gara!  Perciò un applauso lo faccio io a Trento, alla mezza maratona e ai Trentini.

In una locandina all’interno del Comune di Trento ho trovato questa scritta:  “Muoversi fa bene al corpo e alla mente, facilita le relazioni e il buon umore. Con almeno 30 minuti di attività fisica al giorno si posso no evitare numerose malattie.

Sono il presidente di un’associazione “Progetto salute” che ha l’obiettivo di dimostrare che chi partecipa tutti i sabati ad una camminata/corsa di 5 km e si allena un paio di volte alla settimana…va dal medico meno spesso.

Grazie Trentino e complimenti! Ci vediamo sicuramente l’anno prossimo alla mezza maratona…devo ridiscendere sotto i 5’40’’ per la Corriruffano!

Rocco Cicerello